Anche quest’anno presentiamo il sito bilAnci.net.
Ormai uno strumento importante, utilizzato da amministratori, dirigenti, funzionari degli Enti locali e non solo.
Uno strumento che ANCI Lombardia, insieme alle altre ANCI Regionali, realizza per proporre da una parte uno strumento agile e completo e d’altra parte per far conoscere e valorizzare quanto ogni giorno l’associazione compie per supportare i Comuni e rappresentarne le richieste.
Eccoci allora alle prese con la guida alla formazione dei bilanci dopo la Finanziaria del 2008.
Abbiamo chiesto ai nostri esperti di costruire indicazioni utili alla lettura e comprensione della Finanziaria, delle sue ricadute sui Comuni, sia per quanto riguarda la redazione del bilancio sia per quanto riguarda la problematica del personale, sia su un piano più generale.
Inoltre proponiamo riflessioni sui temi del federalismo, delle Unioni dei Comuni ad esperti e studiosi che da tempo non solo collaborano con Anci Lombardia ma anche interpretano bene le richieste di innovazione e semplificazione che salgono dai Comuni.
Proprio sul federalismo vogliamo insistere.
Un federalismo vero, forte, responsabile verso tutto il Paese, e le sue aree svantaggiate.
Un federalismo che incarni i principi di sussidiarietà sia verticale (tra istituzioni) che orizzontale (nel rapporto con la società e le sue espressioni).
Anci Lombardia ha da tempo avanzato la proposta (che pubblichiamo di nuovo sul sito) di un patto di stabilità a livello regionale per meglio rispondere alle realtà dei Comuni; perché una norma rigida nazionale non riesce a rispondere a realtà che presentano esperienze così tanto diverse.
Per questo Anci Lombardia ha condiviso il percorso avviato dalla Regione Lombardia di un confronto col Governo per l’applicazione dell’art. 116 della Costituzione ed ha avanzato osservazioni e proposte in un documento che pubblichiamo nel sito.
Siamo convinti che bisogna tradurre in pratica quanto dice il Titolo V della Costituzione quando afferma l’equiordinamento tra Comuni, Province, Regioni e Stato e, dunque, un processo di crescita federalista deve avere una ricaduta di maggiore autonomia di governo per tutti i livelli di governo.
Importante sarà il confronto sul testo della “Carta delle autonomie” per definire con chiarezza “chi fa che cosa” e i diversi livelli di competenze e responsabilità.
In questa cornice i Comuni sono disponibili a confrontarsi su iniziative per ridurre i costi della politica sottolineando con chiarezza che non sono certo i Comuni i luoghi dello spreco e dell’arricchimento di chi si impegna nella politica. E ribadendo con forza che una democrazia matura ha dei costi che non sono eliminabili se si vuole dare a chiunque la possibilità di misurarsi col governo della cosa pubblica indipendentemente dalla propria condizione sociale ed economica.
Nel lungo percorso della finanziaria 2008 l’impegno di Anci ha fatto sì che diverse richieste dei Comuni trovassero risposte: dall’utilizzo degli oneri di urbanizzazione a quello dell’avanzo, alla non retroattività della norma sull’Iva dei servizi esternalizzati, all’utilizzo di due modi diversi per calcolare il Patto di stabilità, al fondo per la perequazione per i piccoli Comuni sottodimensionati.
Resta il fatto che i Comuni più virtuosi, cha hanno minore indebitamento, sono quelli ancora una volta più penalizzati.
Sul personale restano alcune rigidità e qualche contraddizione sulle norme sul lavoro determinato e per la stabilizzazione dei lavoratori precari.
Restano aperti i problemi dei tagli ai trasferimenti erariali dovuti alla rivalutazione ICI su cui molti Comuni hanno avviato ricorso legale supportati da Anci.
Speriamo che l’O.d.g., approvato dalla Camera (pubblicato sul sito) in sede di discussione della Finanziaria, che riconosce il problema ed impegna il Governo ad intervenire per risolvere la situazione, sia tradotto in atti concreti rapidamente.
Sui derivati, argomento negli onori della cronaca fino a poche settimane fa, dedichiamo un intervento sapendo che sono un problema reale per diversi Comuni.
Altri temi importanti affrontati nella finanziaria riguardano il trasporto pubblico per cui si è trovato un meccanismo di certezza delle risorse negli anni. E così sul welfare. Mentre restano aperti problemi per l’esclusività della scelta nella forma di gestione e per lo status di amministratore locale che ha visto una contrazione delle possibilità di scelta dei consiglieri comunali.
Ora il confronto si sposterà con la Regione nella speranza che i Comuni non cadano vittime di un “combinato disposto” determinato dagli effetti dei tagli operati sia dallo Stato che dalla Regione.
Anci Lombardia ha avanzato osservazioni sulla Finanziaria regionale che sono state fatte proprie dalla Conferenza delle Autonomie, anche queste pubblicate sul sito. |