VERSIONE WEB  
Prefazione
Bilanci e Tariffe
Gestione Tributaria
Note sul Personale
Contabilità Economica
Note ANCI Nazionale
Comuni in Europa
Federalismo Fiscale
 VERSIONE STAMPABILE 
Bilanci e Tariffe
Gestione Tributaria
Note sul Personale
Contabilità Economica
Note ANCI Nazionale
Comuni in Europa
Federalismo Fiscale
Prefazione

IN PRIMO PIANO

CIRCOLARE N. 12/2007 DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO concernente il "Patto di stabilità interno" per gli anni 2007 - 2009 per le Province e i Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti

:: Fare click qui per scaricare la circolare ::

NOTA su compensi e numero degli amministratori nelle società partecipate, totalmente o parzialmente, da enti locali

:: Fare click qui per scaricare la nota ::

Chiudi Avviso
:: Prefazione di Massimo Pollini
Presidente del Dipartimento Finanza, Personale e Sicurezza di ANCI Lombardia
Esperto ANCI nazionale
 

Per gli anni 2007, 2008 e 2009 più che di legge finanziaria è appropriato parlare di "Legislazione finanziaria". La legge finanziaria del 2007 (la legge n. 296/2006), che in molte disposizioni proietta i suoi effetti anche sui due esercizi successivi, è stata infatti preceduta da ben due norme (il D.L. n. 223/06, convertito nella legge 248/06 ed il D.L. 262/06, convertito nella legge 286/06) attinenti a questioni finanziarie che si aggiungono e si accavallano alla legge stessa. Se alla normativa anzidetta si uniscono molte altre disposizioni, sparse in varie leggi, che interessano la gestione futura degli enti locali, si può ben dire che tutto ciò complica la vita alle amministrazioni locali e si può, con molte ragioni, chiedere a Governo e Parlamento di fare ordine nella propria produzione normativa. L'attuale disordine infatti  provoca ritardi e costi nella programmazione e nella gestione che ricadono sui cittadini in via immediata. A questo aspetto, tutt'altro che secondario, deve far seguito un approfondimento sulle più importanti disposizioni che avranno un consistente impatto sull'attività degli enti locali. Ritengo al riguardo necessario focalizzare l'attenzione sui seguenti temi. 

PATTO DI STABILITÀ
Il passaggio dai tetti di spesa ai saldi è sicuramente un fatto positivo, peraltro in linea con la normativa comunitaria. In modo favorevole va accolta anche la modifica normativa, limitatamente al divieto di assunzioni per gli enti locali che non abbiano rispettato il Patto di Stabilità 2006. Di diverso segno sono invece le sanzioni previste per i comuni che non rispetteranno il Patto di Stabilità nel 2007. Sul punto è previsto infatti un automatico inasprimento tributario, con l'aumento fisso dell'addizionale IRPEF dello 0,3%, che penalizza i contribuenti senza risolvere i problemi, ottenuto per di più, tramite la singolare trasformazione del sindaco in commissario ad acta. Molto negativa appare la regola che richiede il rispetto dei parametri del Patto di Stabilità già in sede di bilancio preventivo, inserita all'ultimo passaggio parlamentare senza la pur minima concertazione. La norma non ha precedenti ma sicuramente, avrà effetti assai negativi. Il primo riguarda un forte ostacolo agli investimenti stante che la legge sui lavori pubblici consente di realizzare solo i lavori iscritti nel bilancio di previsione annuale. Questa disposizione ha portato molti comuni ad iscrivere nel primo esercizio utile la gran parte dei lavori programmati per tutto il mandato: ciò che d'ora in avanti non sarà più possibile senza violare il Patto di Stabilità di preventivo. Si è così determinato il fatto che i comuni, che non si sono indebitati nel triennio 2003-2005, per rispettare il Patto preventivo dovranno presentare un bilancio in avanzo, violando in tal senso il fondamentale principio del pareggio: insomma approvando un bilancio illegittimo.
Ancora una volta emerge che i comuni che si sono indebitati realizzando investimenti in passato, lo potranno fare anche in futuro; gli altri no. Questo problema può trovare soluzione solo attraverso l'applicazione di norme per un Patto di Stabilità applicato per comparti ampi, anche di livello regionale.

TRASFERIMENTI ERARIALI
I trasferimenti erariali, per la generalità degli enti, sono confermati nella misura dell'anno 2006. Vi sono inoltre numerosi fondi specifici che vanno a vantaggio del comparto autonomia, quali:

· 15 milioni di euro per l'innovazione;
· 25 milioni di euro quali fondo nazionale per la montagna;
· 20 milioni di euro per le comunità montane;
· 50 milioni di euro per lavori socialmente utili;
· 55 milioni di euro ai comuni sotto i 5.000 abitanti con popolazione anziana;
· 71 milioni di euro ai comuni sotto i 5.000 abitanti con popolazione giovane;
· 42 milioni di euro ai comuni sotto i 3.000 abitanti per investimenti;
· 90 milioni di euro per la mobilità sostenibile;
· 50 milioni di euro per l'edilizia scolastica;
· 30 milioni di euro ai comuni sciolti per infiltrazioni mafiose;
· 100 milioni di euro per interventi sociali per riduzione di costi delle forniture di energia elettrica per usi civili ai bisognosi.

Vi sono poi stanziamenti di fondi per la famiglia (210 milioni di euro nel 2007) e per la non autosufficienza (100 milioni di euro nel 2007). Tali ultimi fondi non sono destinati direttamente agli enti locali, ma possono essere utilizzati dagli stessi mediante forme associative.
A limitare la portata innovativa di questi stanziamenti esistono norme che sterilizzano le risorse dei comuni riducendo i trasferimenti a fronte di future maggiori entrate. E' il caso degli incrementi ICI per la revisione delle rendite catastali; sulla compartecipazione dinamica all'IRPEF e sulla modifica della sua struttura. Viene con ciò stabilito il principio della invarianza delle risorse senza tener conto degli incrementi dei costi dei servizi locali.
Fortemente negativo è il blocco dei trasferimenti a favore delle forme associative ed in primo luogo alle Unioni, il che è in contraddizione con quanto viene con forza e ripetutamente richiesto dalle Autonomie locali e sostenuto da esponenti governativi e parlamentari.

AUTONOMIA TRIBUTARIA
Dopo i tanti proclami sul Federalismo fiscale si può dire che la montagna ha partorito il topolino: uno sblocco delle addizionali IRPEF ad un tributo di scopo di difficilissima applicazione: niente di più!

PERSONALE
Vengono positivamente attenuate, le misure restrittive in materia di spesa e si assunzione di personale per i comuni soggetti al Patto di stabilità. Viene invece posta una rigidità assoluta (spesa 2007 non superiore a quella del 2004) per i comuni non soggetti al Patto di stabilità, cioè quei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti ove è più sentito il bisogno di un minimo di elasticità. Ciò vale anche per le Unioni di Comuni per le Comunità montane.

GESTIONE DELL'INDEBITAMENTO
Sono poste sotto tutela dello Stato, mediante preventivo invio al Ministero dell'Economia e delle Finanze, le operazioni di ammortamento del debito con rimborso unico a scadenza del capitale e le operazioni in strumenti derivati. Si tratta di un controllo di merito che ci riporta indietro di decenni! Altri vincoli vengono stabiliti sulle operazioni tramite utilizzo di strumenti derivati, inoltre tali operazioni devono essere improntate alla riduzione fiscale del debito ed alla riduzione dell'esposizione ai rischi di mercato. La misura più grave, mi sembra tuttavia, quella che ha tolto ai comuni la possibilità di rimborsare anticipatamente, senza penalizzazione, i mutui assunti con la Cassa Depositi e Prestiti, previa stesura di un Piano finanziario che dimostri la riduzione del rapporto debito/PIL nel successivo quinquennio. Quando i comuni hanno assunto i mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, sulla base delle condizioni dettate dalla Cassa medesima, il divieto di rimborsare anticipatamente i mutui senza penalizzazioni non era prevista e questo è uno dei motivi non secondari che hanno fatto indirizzare i comuni verso la Cassa Depositi e Prestiti invece che verso altri Istituti di credito.
Con la legge finanziaria 2007 il rimborso dei mutui in parola è invece possibile solo previo pagamento di una pesante penalizzazione. Si è qui in presenza di una soluzione in cui lo Stato, utilizzando i poteri pubblici, viola direttamente i contratti assunti con i comuni: un bell'esempio per i cittadini!
Sull'indebitamento appaiono poi eccessivi, per non dire incomprensibili, i continui segnali allarmistici, di esponenti del passato e del presente Governo sull'esposizione debitoria di regioni ed enti locali. Ebbene, il debito dello Stato è di 1.600 miliardi di euro mentre quello di regioni ed enti locali è di 80 miliardi di euro. E' fin troppo evidente dove sta il problema! 

AMMINISTRATORI LOCALI
Si è provveduto a porre una condizione di durata minima necessaria in carica di 30 mesi, maturare il diritto all'erogazione dell'indennità di fine mandato ai sindaci; si sono soppresse le indennità di funzioni ed i gettoni di presenza per i Consigli di Circoscrizione dei Comuni non Capoluogo di provincia; si sono limitati rimborsi spesa per gli amministratori che si rechino fuori dal capoluogo del comune per ragioni d'ufficio e sono stati azzerati i compensi agli amministratori che assumono cariche presso società di capitali partecipate dell'ente locale di appartenenza. Insomma si vuol affermare che le indennità agli amministratori locali, anche dopo la riduzione operata dalla legge Finanziaria 2006, sono eccessive rispetto al merito e pertanto a detti soggetti non si dia altro. Per ridurre il costo della politica si deve dunque incominciare dai comuni! Allora si capisce anche perché "al fine di assicurare un controllo indipendente e continuativo della qualità dell'azione di governo degli enti locali" viene istituita una unità dipendente dal Ministro per gli affari regionali e locali, che costa 2 milioni di euro all'anno: più di quanto ottimisticamente si punta a "risparmiare" tagliando indennità e gettoni agli amministratori locali. 

CONCLUSIONI
Ritengo che dalla "legislazione Finanziaria 2007" proiettino alcune luci e ombre. Sul versante degli stanziamenti di fondi e sui trasferimenti erariali non può essere negato un apprezzabile sforzo da parte del Governo e del Parlamento così come sull'attenuazione dei vincoli sul Patto di stabilità. Non è invece condivisibile, e nemmeno accettabile, a mio avviso, l'impostazione dirigistica e sospettosa, verso le Autonomie locali, che emerge in modo chiaro dal complesso normativo. I vincoli di destinazione di gran parte dei fondi, i controlli a preventivo sul Patto di stabilità, le limitazioni sul personale per i piccoli comuni, la mano pesante in materia di indebitamento e nuove forme di controllo governativo non sono accettabili perché vanno in direzione opposta rispetto al consolidamento ed allo sviluppo da realizzare in modo condiviso dal nostro sistema delle Autonomie locali, che è fondamento e presidio della nostra Democrazia e della nostra libertà.

 
 Torna su
 
[ DOCUMENTAZIONE ]
I testi della Finanziaria
DdL del Governo 1762.bis - 4 Ottobre 2006- Delega al Governo per il riordino della normativa sulla tassazione (Padoa Schioppa)
Decreto Legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Decreto Visco)
Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223 (Decreto Bersani)
[ ANCI ]
Organi Nazionali
Notizie e Commenti
 
Bilanci.net 2003
Bilanci.net 2004
Bilanci.net 2005
Bilanci.net 2006

RisorseComuni 2006
Strategie Amministrative OnLine

Parlamento Italiano  | Ministero degli Interni  | Unione Europea