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Riflessi
del DPEFR e della Finanzaiaria Regionale 2004 sulla finanza degli Enti
locali
di
Giancarlo Penco
Direzione Finanza Patrimonio e Bilancio del Comune
di Milano
Consulente ANCI
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1
- Introduzione: le linee direttrici
Nella
premessa al DPEFR 2004/2006 la Regione Lombardia afferma di volersi muovere
secondo tre linee direttrici:
- a livello
regionale per avvalersi compiutamente delle nuove facoltà
che il titolo V della Costituzione riconosce alle Regioni e per predisporre
un nuovo Statuto adeguato al nuovo quadro normativo;
- a livello
nazionale per concorrere a realizzare il completamento della legge
costituzionale n. 3/2001, e per lattuazione della legge La
Loggia e la devoluzione;
- a livello
europeo nel quadro della Costituzione Europea destinata a ridefinire
i ruoli dei diversi livelli di governo, per promuovere il riconoscimento
di un ruolo centrale al governo intermedio.
Appare
quindi evidente che le Regioni debbano qualificarsi sempre più
come il naturale punto focale di collegamento fra i cittadini, la società
civile, le istituzioni locali e gli interessi generali.
Esse dovranno altresì essere sempre più in grado di mediare
tra i vari livelli di governo locale e farsi carico di rappresentare a
livello nazionale e sovrannazionale le istanze delle comunità locali.
La Regione Lombardia rivendica piena autonomia, in primo luogo finanziaria,
nelle materie di competenza esclusiva, riconoscendo come unico limite
il vincolo costituzionale.
Dal punto di vista finanziario quindi i principi e gli obiettivi definiti
nel DPEFR 2004/2006 produrranno una radicale trasformazione della finanza
degli Enti locali lombardi.
In proposito i punti fondamentali del documento possono essere così
riassunti:
- la Regione
Lombardia è avviata verso la realizzazione di un modello di
governo pienamente orientato alla sussidiarietà e al federalismo.
La stessa Regione è impegnata per il prossimo triennio allindividuazione
con le Autonomie locali lombarde di criteri e percorsi per attuare
il nuovo assetto costituzionale.
- La potestà
impositiva degli Enti locali verrà disciplinata con leggi regionali,
pur nel rispetto delle norme di coordinamento e dei margini consentiti
per la disciplina dei regolamenti locali. Gli Enti locali devono quindi
poter istituire tributi propri legati alla specificità del
territorio e non necessariamente correlati a basi imponibili determinate
ai fini dei tributi statali e regionali.
- Viene
comunque posto il vincolo dellinvarianza della pressione fiscale
complessiva, senza diminuire lo standard qualitativo dei servizi.
A tale scopo dovranno essere rafforzati gli interventi diretti alla
razionalizzazione della spesa e della capacità programmatoria.
- La Regione
Lombardia chiede lattribuzione del sistema di perequazione dei
trasferimenti degli Enti locali alle Regioni, che potrebbero ripartire
tali risorse con criteri più legati alla realtà territoriale
e quindi in modo più efficiente ed efficace.
- Per
lattuazione del Sistema Tributario Regionale viene
profilata lipotesi della trasformazione dellAgenzia Regionale
delle Entrate in Centro Regionale dei Servizi, basata sul coinvolgimento
e la collaborazione dei vari enti rilevanti: uffici periferici dellAmministrazione
Statale, Enti locali, ecc. Lo scopo è quello di assicurare
la disponibilità delle informazioni riguardanti i contribuenti
lombardi e garantire le attività di controllo, accertamento
e riscossione dei tributi correlati al territorio regionale.
In
particolare per la realizzazione del sistema tributario regionale sono
stati previsti specifici stanziamenti del Bilancio Regionale nellapposita
UPB (Unità Previsionale di Base) con una dotazione crescente dal
2002 al 2004 come risulta nella tabella 1 allegata.
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Tabella
1 Limpegno della Regione per il Sistema Tributario Regionale
In miliardi di Euro
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U.P.B.
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Previsione
2002
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Previsione
2003 |
Previsione
2004
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1.1.1.5.2.232
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Realizzazione
del federalismo fiscale, con la creazione di un sistema tributario
regionale che raccoglie tutti i tributi in sede locale.
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3.469,0
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3.940,7 |
4.085,2
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2 -
Trasferimenti di risorse agli Enti locali
Lattuazione
del Sistema Tributario Regionale rappresenterebbe una svolta significativa
nei rapporti fra i diversi livelli di governo da quello centrale a quelli
locali.
In attesa della auspicata devolution le risorse regionali
che vengono attribuite agli Enti locali restano molto limitate sia in
valore assoluto, che in relazione alle esigenze finanziarie che vengono
manifestate dagli Enti locali lombardi.
Lallegata tabella 2) evidenzia comunque uno sforzo regionale teso
ad incrementare le risorse a favore di Comuni e Province.
Va tuttavia osservato che nel confronto fra Bilancio 2003 e 2004 i trasferimenti
di parte corrente risultano pressoché uguali, mentre le risorse
destinate agli investimenti registrano un incremento di oltre il 75%.
Naturalmente gli investimenti sono strettamente condizionati dalla realizzazione
delle fonti di finanziamento straordinarie. Occorrerà quindi
verificare la concreta attuazione di tali erogazioni previste dal Bilancio
Regionale per il 2004.
Nelle seguenti tabelle 3 e 4 viene rappresentata lanalisi delle
risorse destinate ai trasferimenti ai Comuni sia di parte corrente
che di conto capitale.
Per la parte corrente vengono sostanzialmente ripetute, nel 2004, le
dotazioni finanziarie previste per il 2003.
La parte di conto capitale, mostra invece un significativo aumento che
consente di desumere le priorità che sono state fissate dalla
Regione nelle seguenti aree:
-
opere
infrastrutturali inerenti il servizio idrico
-
residenze
urbane integrate per anziani e studenti
-
acquisto
di alloggi da destinare alla locazione
-
contratti
di quartiere nelle zone degradate
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3 -
Possibili riflessi del DPEFR 2004/2006 della Regione Lombardia sul Comune
di Milano
Lincidenza
dei trasferimenti regionali, come peraltro avviene per gli altri Enti
locali lombardi, sul totale delle entrate correnti del Comune di Milano
assume un significato limitato assumendo un valore intorno al 2-3% come
risulta dalla tabella 5).
Levoluzione della composizione interna delle entrate correnti,
dovuta prevalentemente al meccanismo di attribuzione agli Enti locali
della compartecipazione allIRPEF, ha comportato un aumento delle
entrate proprie per il triennio 2002/2004 raggiungendo, nel caso di
Milano, quasi il 90% del totale per il 2004.
Il peso dei contributi regionali non modifica sostanzialmente la ripartizione
delle entrate correnti dei Comuni in un contesto che, con la mancata
attuazione dei principi contenuti nel titolo V della Costituzione, continua
a privilegiare un rapporto diretto fra i poteri dello Stato Centrale
e il sistema della finanza locale.
In ogni caso la riduzione del complesso delle entrate da trasferimenti,
rapportata al valore costante dei trasferimenti regionali determina
un incremento dellincidenza di questi ultimi che passano dal 16,7%
del 2002 al 24,9% del 2004.
La tabella 6) delinea invece il confronto dei trasferimenti regionali
al Comune di Milano per gli anni 2002/2004, mettendo in evidenza un
trend di sostanziale invarianza.
Se infatti viene esclusa la voce relativa al fondo a sostegno della
locazione, che risulta influenzato dalla normativa nazionale, il volume
dei trasferimenti passa dai 39,2 milioni di € del 2003 ai 37,8
milioni di € del 2004, con una riduzione di circa il 3,5%.
Le difficoltà generali della finanza pubblica e lassenza
di una significativa modifica del quadro della ripartizione dei compiti
e delle risorse dei vari gradi di governo finiscono quindi per far prevalere
un criterio di conservazione del quadro attuale di riferimento, in una
logica prevalentemente incrementale dalle dotazioni finanziarie.
Vedi:
Tabella
5: Entrate correnti 2002/2004 del Comune di Milano;
Tabella 6: Comune di Milano: Entrate per
trasferimenti correnti della Regione Lombardia
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4 -
Conclusioni
La programmazione
regionale orientata al federalismo fiscale nellambito dellattuazione
dei principi contenuti nel titolo V della Costituzione prevede una riduzione
del sistema dei trasferimenti agli Enti locali lombardi, con contemporanea
assegnazione agli stessi enti di quote di risorse di natura tributaria
di competenza regionale che la Regione stessa attribuirebbe agli Enti
locali.
Ovviamente
tale assunto dovrebbe passare attraverso una ridefinizione del vigente
sistema di compartecipazione dei Comuni al gettito dellIRPEF,
che nellattuale contesto ha fatto scendere la percentuale delle
entrate derivanti da trasferimenti per i Comuni lombardi mediamente
al di sotto del 20% (per il Comune di Milano il dato del Bilancio 2004
è stimato a circa il 10%).
In tale quadro che presuppone lampliamento della competenza delle
Regioni quali enti di governo intermedio, potrebbe venire esaltata lautonomia
finanziaria dei Comuni lombardi attribuendo agli enti locali la duplice
responsabilizzazione della gestione sia sul lato dellacquisizione
delle fonti, che per quello dellutilizzo degli impieghi.
Si prefigura quindi un meccanismo che dovrebbe consentire di recuperare
efficienza ed economicità nella gestione degli Enti locali, affidando
agli amministratori locali la piena consapevolezza sulle scelte da effettuare
in ordine alle priorità dei bisogni da soddisfare nellambito
di risorse che non possono che essere scarse.
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