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Sviluppare
la fiducia dei cittadini e la trasparenza dell’Ente
di
Fabrizio De Fabritiis
Senior Consultant Euros
Consulting spa
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L'impiego
del Bilancio Sociale si sta estendendo anche all'Ente locale. Alcuni Comuni,
(Bologna, Copparo, Caravaggio, Porto Torres e quest'anno la Provincia
di Parma) si sono dotati di un Bilancio sociale teso a rappresentare l'attività
dell'intero ente o di una parte di esso, perseguendo in generale l'obiettivo
di una maggiore trasparenza e legittimazione cioè di una maggiore
accountability.
Il Bilancio sociale è un report di tipo non finanziario e non obbligatorio,
introdotto dalle imprese negli anni settanta a fianco dei bilanci d'esercizio
per rispondere alle critiche di quanti, cittadini e movimenti, le ritenevano
colpevoli di danni all'ambiente (in particolare Bilancio Ambientale) e
di scarsa attenzione alle esigenze delle varie comunità di riferimento.
Con il Bilancio sociale l'impresa punta a comunicare una diversa immagine,
rendicontando le sue attività sociali e soprattutto la distribuzione
del valore aggiunto prodotto agli stakeholders, cioè alle varie
categorie di portatori d'interesse, intendendo per questi tutti coloro
i quali letteralmente "scommettono" sull'azienda ovvero hanno
un interesse duraturo nelle scelte dell'azienda e quindi in primo luogo
i lavoratori, ma anche la comunità locale, le banche, lo Stato
.
I vari portatori d'interesse, inoltre, non sono soltanto i destinatari
del Bilancio sociale ma devono essere coinvolti nella sua elaborazione
in modo da tenere conto del loro giudizio sull'operato di chi lo redige
e sui suoi contenuti.
In Italia la pratica del Bilancio sociale si sviluppa una decina di anni
fa grazie all'esempio di alcune imprese a partecipazione pubblica come
Ferrovie dello Stato, Eni e di numerose banche, ma anche di una società
del mondo cooperativo come Unipol. Si è discusso dell'opportunità
di un Bilancio sociale dell'Ente locale. Ad avviso di chi scrive esso
consente di soddisfare alcune importanti esigenze.
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Comunicare
con i portatori d'interesse
La
necessità di una migliore comunicazione delle PA e degli Enti locali
verso i cittadini è del resto riconosciuta dallo stesso Dipartimento
della Funzione Pubblica come uno degli obiettivi fondamentali per il miglioramento
della motivazione alla partecipazione alla vita pubblica. Per quanti sforzi
si siano fatti in questi anni e nonostante gli obblighi normativi sulla
trasparenza il Bilancio preventivo e consuntivo di un Ente locale appare
infatti ancora difficilmente comprensibile, né possono intendersi
esaustivi del miglioramento della efficacia e dell'efficienza dell'ente
i dati del controllo di gestione, in assenza di un benchmark storico e
settoriale di riferimento.
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Migliorare
l'accountability dell'ente
Ponendo l'accento sul giudizio dei portatori d'interesse esso evita una
illustrazione autoreferenziale della propria attività da parte
degli amministratori dell'ente e illustra chiaramente a quali portatori
d'interesse è andata la spesa.
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Rendicontare
la realizzazione del programma di mandato e l'efficacia delle
scelte fatte attraverso il coinvolgimento dei portatori d'interesse e
l'efficienza dei risultati raggiunti sia per il territorio che per l'ente
stesso.
Come redigere un Bialancio sociale?
- L'illustrazione
dell'identità dell'ente.
- La
rendicontazione della produzione e distribuzione della ricchezza sociale.
- L'entità
della spesa destinata ai vari sistemi di portatori d'interessi.
- Il
contributo dell'ente al miglioramento della posizione competitiva
del territorio creando capitale fisso sociale.
-
Le risorse umane a disposizione dell'ente.
Il
Bilancio sociale realizza inoltre un importante momento di crescita delle
risorse umane dell'ente. La sua realizzazione richiede la costituzione
di un gruppo di lavoro a cui affidare il reperimento e la accolta dei
dati ed il coinvolgimento di una percentuale consistente degli addetti
dell'ente.
L'approccio del Bilancio sociale può essere esteso a tutta l'attività
dell'ente divenendo strumento di gestione. Ad esempio esso può
essere applicato alla pianificazione e formazione del Bilancio Preventivo,
affiancando all'individuazione degli obiettivi e alle cifre l'individuazione
dei beneficiari dell'azione stessa, oppure alla rendicontazione per le
varie aree territoriali dell'attività svolta. Si tratta come si
intuisce di uno strumento potente che può consentire di fornire
più informazioni sia a chi amministra che ai destinatari dell'attività
in un processo di forte interazione.
Il cambiamento di prospettiva che esso propone non è scontato e
richiede una certa gradualità. Sconsiglio di realizzare un Bilancio
sociale una tantum, esso ha senso se diviene strumento continuo di verifica
del lavoro amministrativo, affinandosi ed arricchendosi. Può accadere
inoltre che i dati necessari per il suo sviluppo non siano sempre immediatamente
disponibili e richiedano una ricerca ad hoc o una messa a punto, come
nel caso degli indici di efficienza ed efficacia.
Con il tempo sarà inoltre necessario sviluppare una contabilità
sociale integrata con i sistemi di contabilità generale ed analitica,
che consenta una più rapida rendicontazione della spesa tra i differenti
portatori d'interesse.
L'introduzione del Bilancio sociale da parte degli Enti locali può
innescare un circolo virtuoso con i vari altri attori dello sviluppo territoriale,
le imprese, le università e i centri di ricerca e le associazioni.
La reciproca considerazione del parere dei vari attori, portatori d'interessi
gli uni nei confronti degli altri, consentirà infatti di poter
creare un riferimento della validità della propria azione. |