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La Finanza Innovativa

di Marco Oriani
Professore all'Università Cattolica di Piacenza

1. GLI STRUMENTI DI FINANZA INNOVATIVA E IL BILANCIO DEGLI ENTI LOCALI
2. GLI STRUMENTI DI DEBITO NEL BILANCIO DEGLI ENTI LOCALI
  2.1. I POTENZIALI VANTAGGI
  2.2. LE PRINCIPALI CAUTELE
3. GLI STRUMENTI DERIVATI E LA GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
3.1. I POTENZIALI BENEFICI
3.2. ALCUNI SEMPLICI ESEMPI
  3.3. ALCUNE CAUTELE
4. LA CARTOLARIZZAZIONE DEGLI ENTI LOCALI
 
 

1. Gli strumenti di finanza innovativa e il bilancio degli enti locali
Gli sviluppi della finanza innovativa consentono ormai agli enti locali di affiancare alle tradizionali fonti di finanziamento ulteriori canali di approvvigionamento di risorse finanziarie e di avvalersi di strumenti potenzialmente in grado di contenere gli oneri legati al funding. Gli strumenti e le tecniche innovative hanno ormai assunto un ruolo importante per gli enti locali ed il loro impatto è spesso ben visibile nei loro bilanci.

2. Gli strumenti di debito nel bilancio degli enti locali
La tendenza degli enti locali a finanziarsi in maniera crescente mediante emissione di strumenti obbligazionari sembra destinata anche per il 2003 a riaffermarsi sia con riferimento alle emissioni domestiche sia a quelle "lanciate" sull'euromercato. E' quindi probabile che la componente del passivo degli enti locali rappresentata da strumenti cartolari collocati sul mercato possa ulteriormente incrementarsi.

2.1. Gli strumenti di debito nel bilancio degli enti locali: potenziali vantaggi

I potenziali vantaggi legati a questa prassi sono ben noti:

  • diversificare i canali di approvvigionamento di risorse finanziarie, a condizioni spesso più convenienti rispetto a quelle associate alle modalità tradizionali di finanziamento;
  • attuare tecniche di funding molto flessibili e quasi tailor made in cui vi è la possibilità di scegliere la durata del prestito e le modalità di ammortamento;
  • fronteggiare esigenze finanziarie anche di dimensioni ragguardevoli;
  • allargare la base dei potenziali investitori;
  • beneficiare del recupero della ritenuta fiscale.

2.2. Gli strumenti di debito nel bilancio degli enti locali: le principali cautele

Le principali cautele da osservare sono le seguenti:

  • verificare preventivamente l'esistenza di una convenienza economica rispetto alle forme di finanziamento tradizionali;
  • valutare con attenzione l'opportunità di ottenere un rating, un giudizio di valore legato anche alla capacità di rimborso dell'ente locale che conferisce adeguata reputation e tranquillizza gli investitori;
  • scegliere con attenzione l'intermediario/advisor che coadiuva nella scelta delle caratteristiche del prestito obbligazionario;
  • tener conto che i titoli in questione sono molto spesso privi di un mercato secondario;
  • monitorare il rischio di tasso legato alle emissioni.

3. Gli strumenti derivati e la gestione dei rischi finanziari

Nel bilancio degli enti locali una voce fondamentale è quella relativa al capitale e agli interessi associati alle differenti forme di debito contratte. In particolare l'onerosità per interessi relativi a mutui contratti e titoli emessi a tasso variabile è suscettibile di incrementarsi appesantendo il conto economico dell'ente locale. A questo proposito cruciale diventa la gestione del rischio legato alle oscillazioni dei tassi di interesse che, tra le altre modalità, può essere effettuata anche mediante le differenti forme di strumenti derivati.

3.1. Gli strumenti derivati e la gestione dei rischi finanziari: i potenziali benefici

I potenziali benefici legati all'utilizzo di strumenti derivati sono i seguenti:

  • consentono di ristrutturare il debito senza rinegoziarlo;
  • non modificano il rapporto preesistente con il prestatore di fondi e, quindi, con l'istituto che ha concesso i mutui e con gli investitori che hanno sottoscritto i titoli emessi dall'ente locale;
  • presentano caratteri di flessibilità.

3.2. Gli strumenti derivati e la gestione dei rischi finanziari: alcuni semplici esempi

  • Un ente locale con un indebitamento preminente a tasso fisso e previsioni di discesa dei tassi di interesse potrebbe stipulare uno swap "fisso contro variabile". Il tasso fisso relativo all'indebitamento dell'ente verrà pagato dalla controparte dell'ente locale che, a sua volta, pagherà il tasso variabile sull'indebitamento contratto dalla controparte. Naturalmente se il tasso variabile pagato dall'ente fosse inferiore a quello fisso pagato dalla controparte, l'ente locale otterrebbe un risparmio di oneri finanziari.
  • Un ente locale con un indebitamento preminente a tasso variabile e previsioni di ascesa dei tassi di interesse potrebbe stipulare uno swap "variabile contro fisso" non essendo esposto, nel caso le previsioni dovessero avverarsi, ad un più elevato onere per interessi.
  • Infine se un ente locale si è indebitato a tasso variabile, ma con una forma di indicizzazione poco conveniente potrebbe trovare beneficio nella stipulazione di uno swap "variabile contro variabile" che gli consente di modificare i parametri di indicizzazione cui è legato il proprio finanziamento.
  • Un ente locale che detiene passività a tasso variabile e vuole porre un limite superiore all'onerosità per interessi cui è soggetto può acquistare un interest rate cap. Questo strumento derivato consente all'ente locale, qualora il tasso variabile crescesse al di sopra di un livello fisso predefinito, di contenere il costo dell'indebitamento che risulterebbe pari al predetto tasso fisso; il differenziale tra quest'ultimo ed il tasso variabile verrebbe in questo caso versato dal venditore del cap, ossia dalla controparte dell'ente locale nella transazione.
  • Ulteriori possibilità sono poi offerte da altri strumenti derivati quali opzioni, future, FRA, e così via.

3.3 Alcune cautele legate all'utilizzo dei derivati:

  • valutare con attenzione il costo legato all'utilizzo degli strumenti derivati, confrontando proposte alternative;
  • non avvalersi mai di questi strumenti con finalità speculative;
  • dotarsi di risorse interne competenti in materia e consapevoli in modo da evitare che un utilizzo azzardato o improprio di tali strumenti possa indurre conseguenze assai pesanti sui bilanci degli enti locali. Il D.M. 6 maggio 1999, n. 227 (G.U. n. 164/99) ha stabilito i parametri di deficitarietà da allegare al bilancio ai sensi dell'art. 14, comma 1, lett. a-bis, del D. Lgs. 77/95 e s.m. (ora art. 172 T.U.) Con D.P.R. n. 420/99 è stato approvato il Regolamento per il funzionamento della Commissione per la Finanza e gli organici degli Enti locali.

4 La cartolarizzazione e gli enti locali

L'utilizzo della cartolarizzazione, introdotta in Italia dalla legge 130/99, sta ormai divenendo frequente anche per il Governo italiano e per gli enti locali.

Le finalità:
Mediante questa operazione l'ente locale può:

  • approvvigionarsi di risorse finanziarie utilizzabili nella propria attività;
  • ridurre/trasferire alcuni rischi;
  • modificare la struttura del proprio attivo di bilancio.

Il meccanismo dell'operazione:
Un ente locale cede un pool di crediti ad una società veicolo (SPV), ossia una società costituita ad hoc che li paga mediante le risorse ottenute attraverso il collocamento sul mercato dei titoli emessi a valere sul pool di crediti oggetto dell'operazione. Gli acquirenti dei titoli verranno rimborsati mediante il pagamento proveniente dai debitori dell'ente locale.

I principali soggetti coinvolti:

  • Ente locale: è l'originator cioè il soggetto che cede i crediti, si finanzia, ed è responsabile della valutazione del merito creditizio dei debitori;
  • Società veicolo (SPV): è la società che ha come oggetto sociale esclusivo l'acquisto di crediti dall'ente locale e l'emissione di titoli a valere sui crediti acquisiti;
  • Servicer: è un soggetto, di solito un intermediario finanziario, che gestisce i flussi finanziari che promanano dall'operazione e percepisce una commissione per l'attività svolta;
  • Arranger: è un intermediario finanziario che supporta l'intermediario nello strutturare l'operazione, stimare i flussi finanziari su cui l'ente potrà contare, definire il pool di crediti, scegliere l'architettura più idonea.

Il pool di crediti:
L'operazione può essere effettuata a valere su mutui, crediti contributivi, di imposta, tariffe, proventi di lotterie, proventi da dismissione immobili.

 

 

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