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Risorse inadeguate per incentivare le unioni comunali

di Mauro Guerra
Sindaco di Tramezzo (Co)
Presidente Unione Tremezzina (Co)

I criteri di attribuzione delle risorse previsti dal decreto ministeriale n.318 del 1.09.2000 (Regolamento concernente i criteri di riparto dei fondi erariali destinati al finanziamento delle procedure di fusione tra i comuni e l'esercizio associato di funzioni comunali.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 3 novembre 2000, n. 257.) sono oggetto di un lavoro di revisione in corso ma restano, allo stato, validi per il 2003.
I problemi e le incertezze nascono da almeno due distinti elementi:

  1. il fondo a cui si attinge per i contributi alle Unioni è definito annualmente, ed è quindi soggetto alle difficili trattative di ogni legge finanziaria. Ciò comporta andamenti altalenanti e gravissime difficoltà, se non impossibilità di previsione e programmazione;
  2. il numero delle Unioni tra le quali il Fondo deve essere suddiviso è in forte e costante aumento.

Fornire elementi alle Unioni per la stesura dei bilanci di previsione è quindi esercizio estremamente difficile e, purtroppo, facilmente esposto ad errori.
Può comunque essere utile, oltre ad un generale e forte invito alla massima prudenza nelle previsioni, fornire alcuni indicazioni sullo stato delle previsioni possibili al momento in cui si scrivono queste note e la legge finanziaria per il 2003, dalla quale dipenderà l'entità dei contributi per tale ano è ancora all'esame del Senato della Repubblica.
Per le Unioni già costituite e che hanno svolto la propria attività nel 2002 si pone, prima ancora di esaminare il tema del bilancio di previsione del 2003, una spinosa, e in molti casi drammatica, questione sul come chiudere i bilanci del 2002.
Infatti, allo stato degli atti, l'entità delle risorse disponibili per le Unioni, relativamente al 2002, assomma complessivamente a circa 18,2 milioni di euro, meno della metà dei circa 38 milioni di euro erogati per il 2001.
Nel frattempo le Unioni sono anche cresciute di numero. Il risultato è che il Ministero dell'Interno ha, da qualche settimana, comunicato alle Unioni, trasferimenti per il 2002, pari, nei casi più favorevoli, al 35/40% rispetto a quelli del 2001.
Si tratta di una situazione assolutamente inaccettabile, rispetto alla quale l'ANCI si sta battendo, sinora senza successo, per ottenere un aggiustamento in sede di legge finanziaria ed evitare di dover ripercorrere la strada del 2001 con una battaglia post-finanziaria, una drammatica situazione di scopertura per molte Unioni, un decreto legge c.d. salva bilanci nel febbraio 2002 ed una erogazione di contributi integrativi arrivata soltanto a fine estate.
Per ciò che attiene ai bilanci di previsione 2003 e fatte salve le questioni ancora aperte sul 2002, non è possibile fare altro, allo stato, che richiamare le previsioni (a questo punto dell'iter) contenute nella legge finanziaria all'esame del Parlamento.
Le risorse destinate alle Unioni per il 2003 risultano allo stato degli atti più che doppie rispetto al 2002 e di poco superiori a quelle erogate nel 2001.
In particolare esse risultano da 20 milioni di euro previsti interamente a favore delle Unioni dall'attuale comma 2 dell'art.19, più una quota del 60% (secondo i criteri del d.m.318 del 2000) dei 25 milioni di euro appostati con il comma 6 dello stesso articolo, ed una base pari al 60% (sempre secondo i criteri del citato d.m. 1.03.2000, n. 318) di 20 mld. di vecchie lire (circa 10,3 milioni di euro) destinati alle Unioni a decorrere dal 2001, sulla base della legge 388 del 2000 (la legge finanziaria per il 2001).
In totale si tratta di circa 41,2 milioni di euro destinati alle Unioni contro i 18,2 milioni ad oggi previsti per il 2002 ed i 38,2 milioni erogati per il 2001.
Va ulteriormente rilevato che, all'attuale articolo 37 della legge finanziaria in itinere, è previsto un comma che stanzia 5 milioni di euro, destinati alle Unioni per spese di investimento nel settore della gestione associata dei servizi di polizia municipale e delle politiche per la sicurezza.
Nel valutare le tendenze sopra richiamate occorre ulteriormente tenere presente che le Unioni sono in significativo aumento.
Per concludere questa sintetica nota sullo stato delle previsioni relative alle Unioni si rammenta che la Regione Lombardia ha in corso la revisione della normativa relativa ai contributi alle Unioni di Comuni. Per il 2003 continueranno a valere le norme di cui alla DCR n.6/871 del 22.4.98.

(Per informazioni sulle Unioni di Comuni in Lombardia visitare "Il Portale delle Unioni sul sito www.anci.lombardia.it)


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