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Dati estratti dalla relazione della Corte dei Conti sulla gestione dei comuni nell’esercizio 2000 |
| Comuni spendaccioni? No grazie!!!
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| 1. SPESE CORRENTI |
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Impegni in conto competenza + 2,24 % su 1999
Pagamenti in conto competenza 0,91 % su 1999
Come è facile evincere la crescita della spesa corrente dei comuni
(2000 su 1999) è molto contenuta e supera di poco il tasso di inflazione
programmata. Nella parte pagamenti di competenza è utile rilevare
come la Corte evidenzi la risposta positiva dei comuni alle politiche
nazionali "di cassa", disposte in attuazione del patto di stabilità
europeo.
In particolare, analizzando le performance dei comuni presi in esame
dalla Corte (1073 comuni con popolazione superiore a 8000 abitanti), si
può constatare che:
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Variazione |
% su spesa
totale 1999 |
2000 |
| Personale |
- 3,11% |
32,22% |
30,54% |
| Acquisti beni |
0,19% |
6,35% |
6,22% |
| Prestazione di servizi |
11,11% |
37,63% |
40,60% |
| Interessi passivi |
- 3,51% |
6,75% |
6,37% |
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| Prendendo ad esempio 4 delle voci più importanti della spesa corrente
dei comuni, si evidenzia come l'andamento delle stesse faccia registrare
delle performance positive, fatta eccezione per la voce relativa alla prestazione
di servizi (che sarà analizzata dopo in dettaglio).
L'analisi della Corte chiarisce fuori da ogni dubbio, come ormai il bilancio
dei comuni sia di fatto condizionato dalla consistente voce della prestazione
dei servizi per i cittadini. A differenza delle amministrazioni dello
stato, per le quali è facile individuare delle spese cosiddette
"discrezionali" su cui operare decurtazioni o tagli, per gli
enti comunali questa operazione diventa assai complessa se non impossibile.
O meglio, ad una decurtazione della spesa, corrisponde automaticamente
una decurtazione del servizio offerto al cittadino.Se infatti si sommano
le 4 voci sopra indicate, si raggiunge più dell'80% del totale
delle spese comunali. Se ad esse si aggiungono altre 2 voci (impose e
tasse 3,04% e trasferimenti 9,34%) il totale di 100 è ormai raggiunto.
Solo per inciso è bene sottolineare che ogni anno il sistema dei
comuni "gira" allo stato, in termini di imposte e tasse, ben
800 milioni di euro (circa 1.500 mld).
Tornando sul tema dei servizi, è bene segnalare che questa voce
risente di molti fattori, alcuni dei quali non controllabili dai comuni.
Inoltre va segnalato che da una scomposizione territoriale dei bilanci
emergono alcune punte critiche che hanno condizionato negativamente il
risultato dell'intero comparto.
Pesano sull'aumento della spesa per acquisto di servizi:
- IVA su esternalizzazione
- I contratti di servizio con le aziende municipalizzate che contengono
anche operazioni di sociali
- Adeguamento tasso inflazione
- Aumento della domanda sociale
- Trend di crescita delle spese del personal
Questi indicati sono tutti fattori che i comuni "subiscono", che
non possono essere condizionati da politiche attive locali e che producono
un aumento diretto della spesa per prestazioni di servizi.
Dal punto di vista della distribuzione territoriale della spesa si possono
trovare dati interessati. Infatti le spese per la prestazioni di servizi
aumentano soprattutto ed in modo consistente al nord (Trentino AA 90%, Lombardia
21,13%) e in Sicilia (33%). Eliminando queste punte dal calcolo totale è
facile comprendere come l'andamento generale della spesa per la prestazione
di servizi sia di fatto in linea con le altre voci di spesa dei bilanci
comunali. Pesano i numeri di queste regioni che, per motivi legati al territorio
(leggi regionali, nuove funzioni, ecc.), hanno visto un'impennata della
voce di spesa. Senza queste punte l'andamento sarebbe totalmente sotto controllo.
Per il personale, invece, le spese diminuiscono soprattutto al sud (Calabria
-7,92%, Puglia - 10,10%, Campania -10,59%)
Andando poi ad analizzare ulteriormente la spesa dei comuni per funzioni,
sempre secondo lo schema seguito dalla Corte dei Conti, si può sottolineare
quali e quante risposte le amministrazioni comunali siano tenute a dare
ai cittadini o come alcune voci di spesa dei bilanci dei comuni, in verità
siano anche funzioni proprie dello Stato*.
- polizia locale 2.663 mld
- giustizia* 341 mld
- cultura e beni culturali 1.874 mld
- sport 862 mld
- settore sociale 6.882 mld
- ambiente e territorio* 10.701mld
- trasporti 5.400 mld
- istruzione* 5.534 m
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| 2. I SALDI |
Anche sotto la parte dei saldi dalla relazione della Corte dei Conti sembra
emergere un giudizio positivo sulla gestione dei comuni.Solo 10 comuni sui
1073 presi in esame, infatti, non hanno raggiunto un avanzo di amministrazione.
Ciò vuol dire che, a differenza di altri comparti, o del bilancio
dello stato, il sistema dei comuni ha una gestione di competenza quasi totalmente
positiva. |
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| 3. ACCERTAMENTI |
| Anche sul lato delle entrate le cose sembrano andare bene. Secondo la
Corte, infatti, gli accertamenti per le entrate tributarie aumentano del
5,54% e quelle extra-tributarie del 7,50. |
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