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Regione Lombardia: possibili riflessi del DPEFR sulla finanza degli Enti locali |
| di Caterina Ferrario e Giancarlo Pola
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| 1. Introduzione: le buone intenzioni |
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Come sottolineato in altro documento ANCI-Lombardia (cfr. Pola G., Nuovo
Titolo V ecc.), con il DPEFR 2003-2005 la Regione Lombardia afferma di
voler portare avanti con determinazione un processo innovativo di applicazione
della legge Costituzionale 3/2001 (Riforma del Titolo V della Costituzione).
Gli obiettivi programmatici enunciati delineano un quadro di forte trasformazione,
nel tracciato della riforma, e definiscono un nuovo ruolo per la Regione,
quale Ente di governo e centro propulsore della devoluzione (in materia
di Sanità, Istruzione, Polizia locale): tutto cio' nel rispetto e nella
riconferma del principio di sussidiarietà, ma anche in quell'ottica di
"pari-ordinazione" e di collaborazione istituzionale che la nuova legge
prevede.
Sotto il profilo finanziario, la Regione riafferma di voler dare piena
applicazione al principio di autonomia finanziaria e tributaria stabilito
nella nuova formulazione dell'art. 119 della Costituzione, secondo cui
le Regioni "dispongono di risorse autonome, stabiliscono e applicano tributi
propri". Anche in tema di fiscalità, il principio di sussidiarietà viene
indicato quale elemento cardine dell'azione regionale, sia nel rivendicare
propri spazi di autonomia verso il livello di governo superiore, sia nel
gestire i rapporti con gli enti locali.
Ed è proprio sotto il profilo finanziario che (come sottolinea il documento
ANCI sopra citato) i principi e gli obiettivi definiti entro il DPEFR
2003-2005 assumono maggiore rilevanza per gli Enti locali lombardi: i
quali, soprattutto sul fronte delle entrate, potrebbero risentire sensibilmente
dei nuovi orientamenti regionali.
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Punti focali del Documento: |
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- La Regione Lombardia riafferma la propria autonomia in materia
fiscale, per quanto attiene alla gestione dei tributi propri,
in risposta alla necessità di definire una struttura erariale
più consona alle caratteristiche, peculiarità ed esigenze del
territorio (sulla base della nuova formulazione dell'art. 119
della Costituzione).
- Si afferma il principio che il federalismo fiscale possa essere
meglio gestito attraverso un "sistema tributario regionale" che,
garantendo il controllo locale delle entrate tributarie erariali,
regionali e degli Enti locali, favorisca il coinvolgimento di
tutti gli attori rilevanti e la valorizzazione delle potenziali
sinergie organizzative.
- Si pone la condizione, per la realizzazione del federalismo
fiscale e per l'utilizzo della leva tributaria, che non si verifichi
un aumento della pressione fiscale la quale, al contrario, dovrebbe
nel complesso ridursi.
- Ma rileva soprattutto , in questa sede, un quarto punto, e cioe':
La Regione dichiara di voler spingere il principio del decentramento
fiscale oltre l'acquisizione di autonomia e responsabilità proprie,
fino a prevedere l'estensione di tali condizioni anche agli Enti
locali lombardi, così da definire un quadro di responsabilizzazione
congiunta nella spesa e nel prelievo. Gli attuali trasferimenti
agli Enti locali potrebbero essere sostituiti da entrate proprie
degli enti locali derivanti dall'applicazione diretta di tributi
oggi in capo alla Regione.
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| Il suddetto ampliamento delle competenze tributarie degli Enti locali
della Lombardia, che verrebbe attuato con la finalità di promuoverne la
responsabilizzazione e l'autonomia, richiedera' comunque - si dice nel Documento
- un principio organizzativo definito di "coordinamento debole". Non una
rigida uniformità di comportamenti e definizione di modelli organizzativi,
ma piuttosto una strutturazione delle attività tale da garantire lo sfruttamento
delle potenziali sinergie tra le azioni degli Enti locali lombardi e tra
questi e la Regione . Viene cosi' delineato quello che, senza perifrasi,
il DPEFR definisce un "sistema tributario a livello regionale" basato -
come sopra ricordato - oltre che sull'autonomia e la responsabilità degli
Enti (sia sul fronte della spesa che del prelievo) su metodi di "contrattazione"
tra Regione ed Enti locali per quanto attiene alle risorse da distribuire
(nella forma di una delega agli Enti locali per l'applicazione diretta di
tributi regionali). Su questo punto si rinvia al citato contributo di Pola. |
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| Per l'attuazione di tale sistema viene profilata l'ipotesi dell'istituzione
di "Centri di Servizio Regionali", basati sul coinvolgimento e la collaborazione
dei vari enti rilevanti: articolazioni periferiche dell'Amministrazione
statale; enti loclai; enti sub statali (CCIAA, concessionari riscossione,
...)soggetti ed enti privati (settore bancario, fondazioni, ...). In particolare,
per la creazione del "coordinamento" - o sistema tributario regionale -
la Regione ha previsto specifici stanziamenti : sia il bilancio 2002 che
il bilancio di previsione 2003 contengono una U.P.B. (Unità Previsionale
di Base) dedicata alla costituzione di tale sistema (si veda Tabella 1)
e dotata di quasi 4 miliardi di euro. |
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Tabella 1 - L'impegno della Regione
per il "sistema tributario regionale"
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| U.P.B. |
Competenza 2002 |
Previsioni competenza 2003 |
1.1.1.5.2.232
Realizzazione del federalismo fiscale, con la creazione di un sistema
tributario regionale che raccolga tutti i tributi in sede locale |
3.469.040.991,19 |
3.940.750.000,00 |
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| 2 . La performance della Regione in tema di trasferimento
di risorse agli Enti. Il passato e l'immediato futuro. |
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La concretizzazione delle ipotesi sopra sintetizzate segnerebbero certamente
una svolta nella storia delle relazioni finanziarie tra i livelli di governo
in Italia e sarebbero un primo frutto tangibile della riforma costituzionale,
che e' confortante immaginare localizzato nella piu' grande Regione d'Italia.
Resta da chiedersi se tale svolta qualitativa si accompagnerebbe, in Lombardia,
anche una svolta quantitativa, cioe' di masse di poteri e funzioni coinvolte.
A questo riguardo occorre prendere atto che la performance passata della
Regione non e' delle piu' avanzate del Paese. Il trend dei trasferimenti
della Regione Lombardia agli Enti locali lombardi nell'arco degli ultimi
tre anni per i quali si dispone di dati consuntivi, mostra un andamento
sostanzialmente stabile attorno a valori piuttosto bassi. Dalla tabella
2 può rilevarsi : i) una variazione poco significativa negli anni 1999-2001
(invero, per la Lombardia come per tutte le Regioni); ii) una quantita'
di trasferimenti della Regione in percentuale sul bilancio regionale consistentemente
inferiore alla media italiana, sia che si guardi a tutte le Regioni, che
alle sole Regioni a statuto ordinario.
Tale consistente divario andrebbe analizzato piu' profondamente di quanto
si possa fare in questa sede, e probabibilmente andrebbe rapportato alla
dimensione relativa dei bilanci delle diverse Regioni. Tra questi, il
bilancio della Regione Lombardia si staglia, posizionandosi ben al di
sopra della media degli altri bilanci regionali, ed è secondo in valore
assoluto solo a quello della Regione Sicilia (peraltro a statuto speciale),
mentre solo le Regioni Lazio e Campania hanno bilanci di dimensione similare.
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Tab. 2 . Regione Lombardia - trasferimenti ad Enti territoriali,1999-2001
(Fonte: CNR)
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| Anno |
Trasferimenti in c/corr. e c/cap.
a enti territoriali -dati di competenza -miliardi di lire |
Spese totali-competenza - miliardi
di lire |
Quota trasf. su spese totali (%)
– Reg. Lomb. |
Quota trasf su spese totali (%)
– media Italia |
Quota trasf. su spese totali (%)
– media Reg. st. ord. |
| 1999 |
1.124 |
25.748 |
4,36 |
9,69 |
8,79 |
| 2000 |
1.285 |
25.711 |
4,99 |
10,11 |
8,97 |
| 2001 |
1.267 |
26.065 |
4,86 |
9,86 |
9,25 |
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| Per l'immediato futuro ne' la dinamica ne' le quantita' dei trasferimenti
si prospettano migliori di quanto sia stato nel recente passato (anche se
i dati della fonte citata e quelli desumibili dal bilancio della Regione
non sono immediatamente confrontabili). Nella transizione tra il 2002 e
il 2003 si può infatti cogliere (cfr. tabella 3) una lieve flessione delle
spese per trasferimenti agli Enti locali lombardi (circa 20 milioni di euro
su circa 450: approssimativamente una diminuzione del 4,5%) . Resta da stabilire
se essa possa gia' essere interpretata come l'immediato riflesso contabile
delle " intenzioni" espresse nel DPEFR circa la "devoluzione tributaria"
(cosa che tenderemmo ad escludere, perche' non ci consta che sia stata intrapresa
ancora alcuna concreta negoziazione tra Regione ed Enti locali per l'anno
2003) , o non sia piuttosto un'espressione di difficolta' congiunturale
di bilancio della Regione, in sintonia con quelle di tutti gli altri bilanci
pubblici . |
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Tab. 3. Bilancio della Regione Lombardia - previsioni di
spesa per trasferimenti agli Enti locali (euro).
Fonte: Regione Lombardia - documenti di bilancio.
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U.P.B. |
Previsione 2002 |
Previsione 2003 |
| 3.2.1.52 |
Trasferimenti correnti ai comuni |
58.448.322,85 |
57.255.745,02 |
| 3.2.1.53 |
Trasferimenti correnti alle province |
72.110.019,75 |
68.963.693,23 |
| 3.2.1.54 |
Trasferimenti correnti ai consorzi
di enti locali e alle comunità montane |
8.658.763,28 |
12.763.939,69 |
| 3.2.1.58 |
Trasferimenti correnti ad altri
enti locali e a consorzi pubblici locali |
148.651.877,52 |
143.549.891,91 |
| 3.2.2.32 |
Trasferimenti in conto capitale
ai comuni |
148.651.877,52 |
143.549.891,91 |
| 3.2.2.33 |
Trasferimenti in conto capitale
alle province |
43.277.297,72 |
43.394.317,62 |
| 3.2.2.34 |
Trasferimenti in conto capitale
ai consorzi di enti locali e alle comunità montane |
92.494.447,24 |
88.403.049,45 |
| 3.2.2.38 |
Trasferimenti in conto capitale
ad altri enti locali e a consorzi pubblici locali |
13.169.000,00 |
6.357.000,00 |
| Tot. corr. |
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152.893.045,57 |
147.922.196,88 |
| Tot. c/cap. |
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297.592.622,48 |
281.704.258,98 |
| Totale |
|
450.485.668,05 |
429.626.455,86 |
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Potrebbe viceversa essere vero - se possiamo azzardare una previsione
- rinvenire sin dal bilancio regionale 2004 una previsione di riduzione
dei trasferimenti a Comuni, Province, ecc., legate alla ipotizzata "devoluzione
tributaria". Inzialmente, l'accrescimento delle entrate tributarie proprie
rispetto alle entrate da trasferimenti regionali dovra' essere operazione
pienamente neutra per i bilanci degli Enti locali lombardi : come profilata
nel documento programmatico regionale, l'operazione consistera' semplicemente
nella sostituzione di una fonte di entrata con un'altra.
Tuttavia altra cosa è introitare trasferimenti e altro è organizzare
e gestire un prelievo tributario e le connesse problematiche.Si tratta
non solo di verificare se gli enti locali siano attrezzati per gestire
i nuovi tributi, ma è anche necessario considerare la non neutralità in
termini di costi operativi e gestionali (per non menzionare i potenziali
costi derivanti da inefficienze nel prelievo e nel contrasto a fenomeni
di evasione) del passaggio da entrate da trasferimenti a entrate tributarie.
La concreta traduzione nei fatti dell'ipotesi prospettata dal DPEFR andra'
ovviamente verificata , in primis per quanto concerne i tributi che potranno
essere oggetto di delega. (Ad esempio, occorrera' verificare se e in che
misura i proventi dei tributi devolvibili agli Enti locali si distribuiscono
sul territorio secondo criteri simili o diversi da quelli sottostanti
la determinazione dell'entità degli attuali o futuri trasferimenti regionali
agli Enti locali medesimi, trasferimenti a loro volta corrispondenti ai
costi (amministrativi ) di funzioni trasferite . Quindi non sono da escludere
inefficienze o complicazioni iniziali, che potrebbero rendere più difficilmente
riconoscibili quegli obiettivi di responsabilizzazione e autonomia che
si vorrebbe rafforzare con tale manovra.: ma non e' questa la sede per
approfondire il tema).
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| 3 . Possibili riflessi del DPEFR 2003-2005 della Regione
Lombardia sul Comune di Milano |
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Le entrate da trasferimenti regionali hanno attualmente un'incidenza
minima sul totale delle entrate del Comune di Milano, attestandosi al
2,2% delle entrate correnti, come si evince da tabella 4. La loro incidenza
è ridotta anche in rapporto alle sole entrate da trasferimento (Titolo
II), che nel 2002 dovrebbero rappresentare circa il 21% delle entrate
correnti comunali (solo il 10% delle entrate di cui al Titolo II è costituito
da trasferimenti regionali).
Il recente trend della finanza locale italiana , che ha portato - nel
caso di Milano - ad un aumento delle entrate proprie del Comune a circa
il 79% delle entrate correnti e ad una conseguente riduzione delle entrate
da trasferimento, non ha determinato alcuna sostanziale modifica del ruolo
regionale all'interno delle finanze del Comune, a causa della rilevata
modesta entità del contributo regionale. Né sono prevedibili rilevanti
variazioni nell'immediato, anche a causa della già evidenziata limitata
chiarezza e attuabilità dei propositi di riforma profilati dal DPEFR 2003-2005
della Regione Lombardia.
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Tab. 4. Entrate 2001-2002 del Comune di Milano ripartite
per titolo.
Fonte: Comune di Milano - documenti di bilancio.
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CONSUNTIVO 2001 |
PREVISIONE 2002 |
| Titolo I |
694.014.781,01 |
861.343.000,00 |
| Titolo II |
584.924.021,18 |
401.378.750,00 |
| Titolo III |
589.634.248,20 |
632.983.350,00 |
| Totale entrate correnti |
1.868.573.050,39 |
1.895.705.100,00 |
| Entrate proprie/Entrate correnti |
0,686967539 |
0,788269415 |
| Entrate da trasferimento /Entrate proprie |
0,313032461 |
0,211730585 |
| Trasferimenti regionali/Entrate correnti |
0,022538163 |
0,022443681 |
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| Nell'arco di validita' del DPEFR anche il Comune di Milano, come gli altri
Enti locali lombardi, andra' verosimilmente soggetto ad una riduzione delle
entrate da trasferimenti regionali. Resta ovviamente anche qui da verificare
quando, come e in che misura tale riduzione sarà compensata da eventuali
nuove entrate da tributi delegati. Se, come si e' sopra affermato, è prevedibile
che l'ipotetica delega di tributi sia attuabile solo nel medio periodo ,
non vi sono elementi per ritenere che con l'esercizio 2003 si avranno riflessi
sotto questo profilo. |
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Tab. 5. Comune di Milano - entrate per trasferimenti
dalla Regione Lombardia (euro) - in corsivo le voci in aumento.
Fonte: Comune di Milano - documenti di bilancio
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CAPITOLO |
CONSUNTIVO 2001 |
PREVISIONE 2002 |
| 2020045 |
Contributo regionale per la formazione
professionale |
1.085.075,94 |
1.085.000,00 |
| 2020046 |
Contributo regionale per progetto
Milano Lavoro |
206.582,76 |
516.460,00 |
| 2020047 |
Contributo regionale per mantenimento
dei servizi socio assistenziali LR 1/86 |
16.885.997,81 |
15.787.630,00 |
| 2020048 |
Contributi regionali per lo sviluppo
e il potenziamento dei servizi socio-assistenziali LR1/86 1.219.135,76 |
1.219.135,76 |
1.077.500,00 |
| 2020050 |
Contributi regionali per inserimento
lavorativo handicappati |
697.216,81 |
389.410,00 |
| 2020052 |
Contributi regionali per interventi
nel campo delle iniziative e istituzioni culturali |
1.006.748,72 |
1.032.920,00 |
| 2020053 |
Contributi regionali per il finanziamento
delle ferrovie metropolitane |
0 |
0 |
| 2020054 |
Contributi regionali per il diritto
allo studio |
909.568,26 |
934.860,00 |
| 2020055 |
Contributo regionale per L.
431/98 - LR 2/2000 (fondo a sostegno della locazione) |
11.698.394,21 |
10.329.200,00 |
| 2020056 |
Altri contributi diversi dalla
Regione |
3.116.198,26 |
4.594.570,00 |
| 2020059 |
Contributi regionali concernenti
l'immigrazione |
2.405.571,35 |
3.566.550,00 |
| 2020060 |
Trasferimenti regionali pari al
50% onere comunale dei mutui assunti per realizzazione del passante
ferroviario |
1.822.059,94 |
2.132.500,00 |
| 203065 |
Trasferimenti dalla regione (per
funzioni delegate) |
1.061.654,62 |
1.100.000,00 |
| Totale |
|
42.114.204,44 |
42.546.600,00 |
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| Altresì allo stato attuale non è prevista una sostanziale revisione della
ripartizione di competenze tra Regione ed Enti locali, e dunque non sono
previsti rilevanti trasferimenti di funzioni al Comune di Milano e corrispondenti
variazioni delle esigenze finanziarie del Comune vis à vis la Regione Lombardia.
Tale considerazione, affiancata dalla lettura del bilancio regionale di
previsione per il 2003 e del DPEFR 2003-2005, rafforza l'ipotesi di sostanziale
invarianza per il 2003 dei trasferimenti regionali a favore del Comune di
Milano. Contributi che, peraltro, come si evince dalla tabella 5, sono stati
costanti negli ultimi anni e sono di modesta entità in rapporto al bilancio
comunale . |
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| 4 . Conclusioni |
Se gli orientamenti contenuti nel DPEFR 2003-2005 dovessero trovare applicazione,
l'entità dei trasferimenti della Regione agli enti locali lombardi verrebbe
a ridursi. Tuttavia, al contempo dovrebbero ridursi anche le entrate regionali,
poiché i mancati trasferimenti sarebbero compensati, secondo il programma
regionale, da entrate di natura tributaria proprie della Regione, che la
Regione stessa delegherebbe agli enti locali.
La finanza degli enti locali, soprattutto in Lombardia, andra' caratterizzandosi
sempre più come una finanza basata su entrate proprie, di natura tributaria
o extra-tributaria (Titolo I del bilancio) e sempre meno su entrate da trasferimenti
(statali o regionali) (Titolo II). In questo senso verranno esaltati da
un lato la responsabilizzazione nella spesa (e nella gestione delle entrate),
dall'altro la capacità di programmazione e gestione dei servizi a domanda
individuale e della relativa tariffazione, cui corrispondono le entrate
del Titolo III. |
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